Percorso trekking

Santu Liu

Scopri Santu Liu a Sicilia con la guida curata di Unny.

La chiesa rupestre di Sant’Elia (IGM F 76 I NO SVA 754887) si trova nella “Cava” Borticchio/Scassali...

Posizione

Sicilia
Sicilia, Italia

Coordinate

36.95205 • 14.69810

Stato

Verificato da Unny

Descrizione

La chiesa rupestre di Sant’Elia (IGM F 76 I NO SVA 754887) si trova nella “Cava” Borticchio/Scassali, lungo il viottolo che dall’altipiano di contrada Celone (presso le case già Schininà), attraversando la valle compresa tra i pianori delle contrade Maurino e Prato, sbocca in quella più ampia di San Leonardo. La grotta, aperta a Ovest/Nord-Ovest, è preceduta da un breve protiro largo ca m 4,80 ed alto m 2,30 (ig. 2). Una porta rettangolare, la cui luce è di m , 8, introduce in un ambiente a pianta quadrangolare (lato Sud m 7,35; lato Nord, ad andamento concavo, m 7,95; lato Ovest m 4,73; lato Est m 4, 5), in fondo al quale si apre un’abside rettangolare ampia m,40 ca e profonda m 0,77, destinata ad accogliere l’altare. L'ingrottamento è alto mediamente m 2,25; il soffitto è tendenzialmente piano, ma sono presenti delle irregolarità. Le pareti della grotta sono state in gran parte ricoperte di un sottile strato di intonaco; laddove questo è scrostato compaiono dei grafiti. Per ragioni paleograiche le iscrizioni sembrano potersi datare tra XI e XIV secolo. Gli affreschi. Sebbene si possa ragionevolmente ipotizzare che la loro estensione originariamente fosse di gran lunga maggiore, oggi si individuano resti di pitture parietali solo nella zona absidale. In gran parte delle pareti della chiesa si è mantenuto lo strato di biacca che ha coperto ciò che ancora persisteva delle decorazioni, quando il luogo perse la sua destinazione religiosa originaria. Ab immemorabili la chiesa è ricordata come di Sant’Elia. Il culto è certamente bizantino, documentato in qualche modo in Sicilia già al tempo di Gregorio Magno benché non manchino elementi per pensare ad una sua ripresa in età normanna. La diffusione del culto di Sant’Elia, d’altro canto, è un prezioso indizio del fatto che la grecità nell’area del ragusano si era mantenuta, La menzione di San Bartolomeo nell’iscrizione della parete meridionale potrebbe far pensare che anche questi fosse venerato nella grotta. Il culto per questo apostolo, già presente nel VI secolo a Lipari, venne particolarmente incentivato dai benedettini di Lipari-Patti, al momento della ricristianizzazione in senso latino della Sicilia. Non si può non tenere presente che al vescovo di Lipari-Patti appartenevano porzioni di territorio presso Ragusa. Ciò potrebbe far propendere per un impianto del culto in grotta in un periodo successivo alla dominazione musulmana. Fonte Academia.