Descrizione
Definire i lineamenti storici di un edificio di piccole dimensioni all'interno del complesso avvicendarsi degli avvenimenti, che nei secoli hanno caratterizzato e coinvolto l'intero territorio di Randazzo e la Valle dell'Alcantara, risulta alquanto complesso. Si sconosce con esattezza la data di edificazione della torre, presumibilmente innalzata intorno al XVI, secondo quanto è possibile evincere dalla contemporanea feudalizzazione di buona parte dei territori demaniali dell'abitato di Randazzo. La limitrofa contrada S. Anastasia figura già alla fine del XV sec. come possesso dei monasteri di S. Filippo il Grande o di Fragalà e del S. Giorgio di Gesso [D. Ventura 1991, pag. 240]; circa nello stesso periodo la contrada Acquafredda, oggi sita all'interno del territorio di Castiglione, rientra all'interno dei beni feudali della famiglia Lanza, la quale a partire dal XVI sec. detiene la baronia del vicino abitato di Mojo [D. Ventura 1991, pag. 250]. Conferma la progressiva infeudalizzazione di questa importante parte della valle dell'Alcantara un passo dell'opera di Filoteo degli Omodei, che nel 1557 ricorda:.