Descrizione
Punta Bonico : l'antica tonnara censita di Brucoli. Nonostante la Punta speculare a Punta Bonico, Punta Tonnara appunto ( lo sperone digradante del Tauro che si ammira di fronte o "Spasali" , Piazza Belvedere) possa far pensare che l'antico edificio possa essere localizzato su quel tratto di costa, i documenti pervenuti fino ad oggi, identificano come unica Tonnara " censita" dalla Commissione Reale, solo quella di Punta Bonico, sul Pianoro della Gisira. Le altre, distribuite nei secoli lungo la costa che porta fino al Golfo Xiphonio di Augusta, nascevano ed esercitavano per brevi periodi senza essere autorizzate e regolarmente censite nei registri ufficiali. Anche il Castello Aragonese, per un periodo brevissimo, divenne locale adibito allo smercio illegale del tonno proveniente dalle vicine tonnare del catanese. L'antica tonnara di Punta Bonico ( che in alcune carte militari del secondo conflitto identificava i suoi locali a terra con il nome di "Baraccone") soffriva da sempre la sua posizione geografica. Lungo la scogliera che porta a Punta Bonico è ancora oggi possibile apprezzare le latomie costiere, la cui coltivazione della pietra è riferibile con molta probabilità già al periodo di colonizzazione greco ( andate a leggere qualche post addietro in cui si fa riferimento a questo tipo di estrazione) Le condizioni marine e l'esposizione al vento del luogo, la rese non operativa per lunghi periodi,a volte per tanti anni. Fino alla fine del 1870 fu una delle tante " tonnare di ritorno" della costa siciliana e la sua nascita risalirebbe ai primi anni del 1800. Dotata di ampi magazzini per lo stoccaggio e la lavorazione del pescato, come nella lunga tradizione di questo territorio, anch'essa combatte' a lungo con contenziosi sui diritti di pesca. Dal 1 Gennaio 1880 il demanio marittimo la concesse per il secolo successivo al Barone Spitaleri ( lo stesso che custodi' le chiavi del Castello Aragonese di Brucoli). Indagini successive presso gli Archivi di Stato di Siracusa ne appurarono la paternità sul diritto di pesca a Vincenzo Testo, catanese, che ne accese una lunga e travagliata disputa giudiziaria. Dell'antica struttura, ormai, è rimasto ben poco, ma è possibile apprezzare il perimetro della struttura, che negli anni a seguire è stata adattata a ricovero temporaneo per i pescatori della zona. Un serio progetto di recupero, quantomeno perimetrale, sarebbe auspicabile da parte degli enti preposti alla conservazione,affinchè un bene collettivo, segno indelebile delle tradizioni marinaresche del nostro territorio, possa conservare la memoria che ci appartiene. Fonte Associazione Storico e Culturale La Gisira di BrucoliAssociazione Storico e Culturale " La Gisira di Brucoli".