Percorso trekking

Saia Mastra della Timpa

Scopri Saia Mastra della Timpa a Sicilia con la guida curata di Unny.

Dopo 50 anni reso nuovamente percorribile il sentiero antico che collega la #saiamastra a grotta Corvo e da lì direttamente su #acigreenw...

Posizione

Sicilia
Sicilia, Italia

Coordinate

37.62988 • 15.17252

Stato

Verificato da Unny

Descrizione

Dopo 50 anni reso nuovamente percorribile il sentiero antico che collega la #saiamastra a grotta Corvo e da lì direttamente su #acigreenway, (quando sarà fruibile) e su fino al Cervo . Questi sentieri sono il patrimonio indisponibile della comunità acese, hanno dato da vivere per secoli e sono un esempio tangibile di convivenza rigenerativa tra natura e uomo. Le querce più grandi hanno oltre 300 anni e sono ciò che resta del bosco di Aci, risparmiate anche dai contadini, probabilmente per creare zone di riposo per gli animali. La Timpa si rigenera vivendola! Il termine "Saia Mastra" (o anche Saja Mastra) è un'espressione legata principalmente alla storia, all'ingegneria e alla cultura della Sicilia. Fabio D'Agata L’antica saia mastra, conosciuta dagli abitanti del luogo come la saia cuvalova, indicata in tutte le mappe mappe IGM e catastali, portava l’acqua dalle sorgenti di Casalotto, in prossimità di Aci S. Antonio, attraversando la Timpa da Santa Maria la Scala fino a Scillichenti, passando per Santa Tecla, consentiva l’irrigazione dei giardini di limone che man mano si sviluppavano lungo la costa. Dalla simbologia della mappa IGM riusciamo a distinguere la coltivazione dei terreni: agrumeti nella parte bassa della Timpa, mentre vigneti nella parte alta. Proprio grazie all’acqua della saia mastra fu possibile convertire in agrumeti i vigneti che un tempo arrivavano fino a mare, già dalla fine dell’800. Francesco Licciardello In dialetto siciliano la "saia", dall'arabo sāqiya (ساقية), è un canale artificiale utilizzato per l'irrigazione. La "saia mastra" è, per definizione, il canale maestro o principale. Questo sistema fu introdotto e perfezionato in Sicilia durante la dominazione araba (IX–XI secolo). Permise di trasformare zone aride in giardini lussureggianti (come la famosa Conca d'Oro di Palermo). La Saia Mastra prelevava l'acqua direttamente da una sorgente, da un ruscello o da qanat (gallerie drenanti sotterranee) e la trasportava per chilometri. Da essa si diramavano canali più piccoli (chiamati saitte) che portavano l'acqua ai singoli campi. Esistevano regole rigidissime per la divisione dell'acqua ("i turni d'acqua"), gestite spesso da figure storiche che monitoravano proprio il flusso della Saia Mastra. La saia mastra era di proprietà collettiva e la manutenzione era obbligo della comunità. Fonte I.A.