Descrizione
Che cosa sono le “neviere”. Le neviere (o ghiacciaie, niviera, neviera) erano strutture edificate per raccogliere, conservare e utilizzare la neve nei mesi caldi. In regioni dove nevicava nelle stagioni fredde, si accumulava la neve, la si stratificava (spesso alternando neve e paglia o materiali isolanti), e la si conservava fino all’estate.
Originariamente venivano usate anche per scopi medici (cura del “freddo”) e solo in epoche più tarde per usi alimentari: raffreddare bevande, fare sorbetti, gelati, ghiaccio da vendere nelle città.
Le neviere nell’area degli Iblei (in provincia di Siracusa / Ragusa) sono note fin dal XVII secolo fino al XX secolo, quando cessarono di essere utilizzate.
Nelle zone degli Iblei si registrano tracce di neviere anche nei territori di Buscemi, Palazzolo Acreide, Monterosso Almo, Ragusa, Vizzini e Licodia Eubea.
Architettura e tecniche costruttive. Le neviere iblee avevano spesso la forma a cupola o a volta, o erano strutture interrate.
Le pareti interne potevano essere rivestite con conci in pietra lavica o pietre lavorate.
Il foro sommitale era usato per introduzione della neve e per permettere il corretto ricambio d’aria.
L’ingresso (porta) spesso era orientato a nord, per minimizzare l’esposizione al sole e ridurre lo scioglimento.
La neve veniva stratificata con altri materiali (es. paglia) che servivano come isolante termico per evitare lo scioglimento prematuro.
Stato attuale e tutela. Le tracce delle neviere di Buscemi sono ancora visibili, almeno in parte, e vengono citate come siti di interesse culturale o storico.
Alcune neviere nell’area degli Iblei (non necessariamente solo Buscemi) sono soggette a vincoli di tutela da parte della Soprintendenza archeologica / beni culturali.
Tuttavia, molte di queste strutture sono in stato di degrado, parzialmente crollate, inglobate in terreni privati, o visibili solo da strade esterne.
La neviera 1. In particolare la neviera 1 presenta caratteristiche molto interessanti. Si tratta di una tomba a tholos di origine preistorica successivamente adattata a neviera.
Il termine “tholos” deriva dal greco θóλος e indicava originariamente una costruzione circolare, spesso con copertura a volta o pseudo-cupola.
In archeologia, una “tomba a tholos” è una tomba con pianta circolare o semi-circolare, camera funeraria coperta a volte con tecnica a filari aggettanti, spesso preceduta da un corridoio di accesso (dromos).
È una forma che compare soprattutto nell’Egeo (epoca micenea) e in alcune aree del mediterraneo italico/preistoriche/antiche compresa la Sicilia.
Fonte I.A:.