Descrizione
La Grotta del Bue (codice Si CT 050), elevata a 565 m e formata sulle lave del 1381, è una cavità di tendenza prevalentemente orizzontale con accessibilità buona e un dislivello di circa 15 m; descritta da Miceli (1972), si apre con un fosso a pareti verticali profondo all’incirca cinque metri, dove una parete parzialmente franata lascia spazio a un’apertura orizzontale di altezza stimata intorno al metro e per diversi metri di lunghezza, sovrastata da un accumulo di massi dal quale emergeva la sagoma mummificata di un bue dalla pelle rossiccia ancora provvista di peli; oltre questo tratto si sviluppa una vasta cavità inclinata verso nord di circa 45° con tetto per lo più liscio e piano cosparso di grossi macigni, difficoltoso da attraversare, con un’altezza massima stimata di 2–3 m e una larghezza compresa, secondo il ricordo dell’autore, tra 25 e 50 m, il cui fondo risulta collassato in più punti e per la quale l’esplorazione fu limitata dall’illuminazione minima a disposizione.
