Descrizione
Gli atti del martirio del diacono Euplio (o Euplo) narrano che il procuratore Calvisiano lo condannò alla fustigazione e alla decapitazione dopo l'esplicita dichiarazione della sua fede cristiana e l'affronto di aver portato i libri dei Vangeli, banditi dall'impero, al suo cospetto. Secondo un'altra fonte, insieme a lui patirono il martirio le vergini Veneria e Nericia.
Nella cripta si può notare un pilastrino in stile corinzio che reggeva un Vangelo in pietra, ora del tutto corroso. E del resto l'umidità ha cancellato anche l'affresco dell'altare che rappresentava Sant'Euplio con l'allora vescovo di Catania Serapione, a sua volta martirizzato. Un affresco che pure si era conservato fino agli anni Cinquanta, come rivelano le foto dell'epoca esposte lungo la scala che si snoda in un vero e proprio pozzo a cielo aperto formato dai palazzi costruiti nel tempo. Da questo ambiente ipogeo si aprivano altre stanze, poi riempite e murate.
Sopra la cripta, nel 1548, venne costruita la chiesa di sant'Euplio che apparteneva alla Confraternita di sant'Euplio che nel 1598 la affidò ai padri cappuccini e quindi nel 1606 ai frati francescani.
La chiesa viene segnalata nelle stampe cinque e secentesche originate dal rilievo della città.