Descrizione
Il bastione degli Infetti deve il nome al suo utilizzo come lazzaretto, durante la peste del 1576, quì infatti vennero ricoverati gli uomini infetti. Esso era parte integrante della cinta muraria già esistente in periodo angioino i cui resti sono ancora visibili lungo la via e comprende alcune torri, tra cui l'attigua Torre del Vescovo. Il sistema difensivo della città fu ampliato e rafforzato per volere del re di Spagna Carlo I (famoso anche e soprattutto come Imperatore Carlo V del Sacro Romano Impero).
Questo ad oggi è il bastione meglio conservato, fra gli 11 eretti dall'ingegnere militare Antonio Ferramolino da Bergamo benchè sia stato abbandonato per lungo tempo. Oggi, grazie all'azione di recupero effettuata dal Comitato popolare Antico Corso, si può visitare al'interno, mentre la visuale della bella muratura in pietra lavica con cui è stato costruito è ostruita da alcune fatiscenti costruzioni prospicenti su via Plebiscito.
Il Comitato e la delegazione Catania del FAI hanno scelto questo sito come candidato per la campagna.