Descrizione
Tombe preistoriche, luoghi per riti sacri o siti di archeoastronomia? Sono i dolmen, monumenti in pietra nascosti tra le campagne siciliane che raccontano misteriose usanze di antichi abitanti dell’Isola provenienti dal nord Europa. Da Avola a Termini Imerese, passando per Sciacca e Butera, sono circa dieci i megaliti della Sicilia finora conosciuti che danno vita a suggestivi tour tra archeologia e natura. Due piedritti verticali e una tavola di pietra come tetto, un “ trilite” dunque: questo è il dolmen, un monumento particolarmente diffuso nell’Europa settentrionale e che testimonia il legame tra l’Isola e i popoli celtici. Un’opera certamente costruita dall’uomo come mostra il fatto che le pietre siano lavorate e posizionate sul terreno in maniera peculiare, a volte, però, sfruttando cavità naturali. È il caso del più noto dolmen in Sicilia, quello di contrada Borgellusa, poco distante dal centro abitato di Avola, nel Siracusano: qui si trova un monumento scoperto nel 1961 dal professore Salvatore Ciancio che dedicò ricerche e studi a questo misterioso sito lapideo. «La sua fu una scoperta sorprendente – spiega lo studioso Elio Di Stefano di cui si occupò a lungo la stampa locale e che rivoluzionava l’idea del passato del territorio, gettando una luce sicura su una fase nella quale i popoli che qui abitavano si dedicano ai culti solari » . Per raggiungerlo bisogna percorrere una stradina di campagna che conduce al mare, su cui si affacciano alcune abitazioni; il monumento, che sfrutta alcune rocce naturali per formare il classico “ trilite”, è indicato da un cartello con alcune notizie storiche. Si racconta che quando lo scoprì, il professore Ciancio arrivò in classe tutto sudato e agitato, confessando ai suoi alunni del liceo di aver trovato un monumento straordinario. « Tutti ad Avola sanno dell’esistenza di questo dolmen – dicono Salvatore e Danilo, due studenti del liceo classico della cittadina – ma in pochi conoscono la sua storia e a cosa servisse. Ammirarlo è suggestivo, sembra di trovarsi in un sito preistorico a due passi da casa ».... Fonte: Isabella di Bartolo su La Repubblica.