Descrizione
Costruita tutta in pietra lavica assomiglia più ad una casa che ad una Chiesa, ha una porta centrale di dimensioni normali e sulle pareti laterali delle finestre piccole poste in alto. Una minuscola torre campanaria sul prospetto principale chiamava a raccolta i fedeli. Per la sua stabilità è stato costruito un muro a ridosso di una parete laterale.
Questa chiesa rappresentava il punto di raccolta di molte mamme che pregavano per le figlie la Vergine Bambina, invocando la sua benedizione e protezione. Nell’unico altare laterale si può ancora ammirare un bellissimo affresco raffigurante Maria Santissima Liberatrice dal fuoco materiale (la lava) e dal fuoco spirituale.
Narra la tradizione che alcuni giorni prima del terremoto del 1693 la predetta immagine emise un abbondante sudore e sgorgarono lacrime dagli occhi della Beata Vergine, forieri dell’inaudito cataclisma. A solenne ricordo dell’avvenimento si legge: “ In sudore vultus mei, hanc patriam liberavi, ab ingenti terremotu anni 1963”.
Il pavimento è in mattonelle di cotto, il tetto a capanna, visibili sono i cannizzi e le travi di legno che sostengono il tetto sormontato da tegole. Questa Chiesa rappresentava e rappresenta ancor oggi il punto di raccolta di molte mamme che pregano Sant’Anna e la Vergine Bambina per tutti i loro figli; infatti è tradizione giungere in pellegrinaggio in questa Chiesetta ed offrire, in particolare, le figlie sotto lo sguardo protettivo della Beata Vergine Maria.
Fonte Comune di Mascalucia.