Descrizione
I resti della Basilica del Murgo presso Agnone Bagni trovano posto non lontano dalla costa lentinese. Il complesso, mai ultimato, avrebbe dovuto ospitare i monaci di Roccadia. Il trasferimento in un sito apparentemente più consono, sarebbe dovuto avvenire, sulla base di una affermazione del Manriquez, per volontà di Federico II [R. Pirri 1733, vol. II, pag. 1306]. E' bene precisare che non rimane alcun documento, databile al XII/XIII secolo, che confermi il trasferimento della comunità cistercense di Lentini dalle colline verso la costa. E' possibile che il documento non venisse scritto a causa del non completamento delle fabbriche di Agnone Bagni: il cantiere, infatti, giunto circa a tre metri di alzato venne smantellato o abbandonato e mai più ripreso. Le motivazioni di questa sospensione sono a tutt'oggi sconosciute, per quanto le ragioni forse debbano essere trovate nella crescente ostilità del papato nei confronti della politica federiciana e ancora nella forzata partenza dell'imperatore verso la Terrasanta. Qualunque corso abbiano avuto le vicende, quel che rimane ai giorni nostri è, in sostanza, l'impianto di una basilica a tre navate, con tre absidi quadrate e orientamento est-ovest. La tecnica edilizia rimanda senza alcun dubbio, e nei materiali e nella perfezione delle misure, ad una fabbrica federiciana come quella di Castel Maniace o, come attualmente preferisce la storiografia più recente, a Castello Ursino di Catania, al quale i ruderi di Agnone Bagni si vuole siano vicini cronologicamente [S. A. Alberi 2000, pag. 449 e seg.] [ G. Agnello 1935, pag. 235].
I resti dell'edificio sacro sono composti da un alzato che solo sul fianco settentrionale raggiungono circa tre metri di altezza. La muratura, spessa cm. 260,32, è formata da un comune nucleo centrale di pezzame e malta e due paramenti, esterno ed interno, composti da doppia fila di conci squadrati e stilati a chiodo. Quel che rimane del prospetto principale è appena sufficiente per dare una semplice visione d'insieme dell'imponenza dell'impianto: esso si conserva per l'altezza di nove assise di conci alti in media cm. 35 e larghi sino a m. 1,50. I filari posseggono un andamento ordinato, sebbene esso risulti ovviamente interrotto in corrispondenza dell'innesto con quel che rimane del portale, costituito da conci più alti, nei quali risultano intagliate le decorazioni. Questo ingresso ha una larghezza di oltre cinque metri e presenta un profilo a.